Gran tour della Mongolia e Naadam festival 15 giorni –

Mongolia: una terra sicura molto legata alle proprie tradizioni e dove il vento è spesso l’unico rumore percepibile; è sterminata e per girarla tutta occorrerebbero mesi; un paese di suoni, silenzi immensi, paesaggi infiniti, orizzonti che sembrano allargarsi senza fine e senza ostacoli. Evoca da sempre immagini esotiche: l’indomito condottiero Genghis Khan, le carovane di cammelli che attraversano il deserto del Gobi e i cavalli selvaggi che galoppano nelle steppe. Si rispecchia negli occhi della gente, serena, tranquilla, sempre disponibile e gentile, fiera e quasi nobile nei suoi atteggiamenti. Un popolo che vive nelle ger, le tende tipiche dove i nomadi di queste terre vivevano e vivono ancora oggi; senza luce, senza acqua corrente, senza agi, senza divisioni di stanze e, sovente, senza bagno. Un luogo da visitare perché è uno dei pochi rimasti sulla terra naturali.  La Mongolia è una straordinaria sopresa per chi è disposto a mettere da parte il carico delle proprie abitudini, delle comodità, degli itinerari già battuti; per chi accetta un patto senza compromessi. Un paese unico, rimasto isolato per decenni, non ancora conosciuto dal turismo di massa, che conserva paesaggi naturali incredibili e spazi infiniti.  La Mongolia rimane una delle ultime destinazioni dell’Asia ancora in grado di riservare numerose avventure. Negli ultimi anni la Mongolia è diventata di moda; il turismo si concentra nel periodo estivo, per il clima favorevole e per la festa del Naadam, che si svolge dall’11 al 13 luglio. Il paese, dal punto di vista naturalistico, offre diversi aspetti paesaggistici con montagne, il deserto, laghi, fiumi e cascate, la steppa on i caratteristici cavalli di razza mongola e i cammelli del deserto dei Gobi; qui si possono osservare i fossili dei resti di dinosauri. Un paese che sa regalare al viaggiatore anche tesori di architettura con i templi d’arte buddista, aspetti culturali e la possibilità di conoscere le etnie dei Tsaatan, dei kazaki e dei nomadi della steppa