MYANMAR: Alla scoperta della Birmania – 11 giorni

Questo viaggio in Myanmar parte dalla capitale Yangon e dal suo simbolo, la Pagoda Shwedagan Paya; è il Paese dalle “centomila Pagode”; ma forse, guardandosi intorno si ha l’impressione che siano anche qualcuna in più; luoghi di profonda devozione, molte ricoperte di lamine d’oro appiccicate così tante da farle risplendere ad ogni ora del giorno e della notte, visibile anche da distanze considerevoli; pare che la Shwedagon Pagoda, la più immensa e venerata, sia uno dei pochi monumenti visibili dalla luna.

Ci sposteremo verso nord alla volta delle località più conosciute ed allo stesso tempo speciali del paese.

Bagan, uno dei luoghi più affascinanti al mondo, grazie ai suoi 2000 templi e all’atmosfera circostante; luogo dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità, dove gli splendidi edifici si ergono su un’area di ben 40 kmq.; l’Ananda Patho è uno dei suoi templi più belli e venerati; costruito intorno al 1100, al suo interno sono conservati quattro grandi statue di Buddha in legno di tek. Nell’ora magica del tramonto le sagome dei grandi patho, i templi con ambienti interni, dominano la campagna dove per 240 anni fiorì Pagan, capitale del primo impero birmano. Non lontano il Monte Popa, l’Olimpo dei 37 spiriti principali, i Nat, venerati dalla popolazione birmana.

Mandalay, centro spirituale del paese, sulle sponde del grande fiume Irrawaddy; la storia dei birmani si è tutta specchiata nelle sue acque. Lungo il fiume e nei dintorni della città, si trovano città storiche e capitali di antichi regni; Ava, Amarapura e la collina Sagaing, adornata da 600 pagode color avorio; e poi il più lungo ponte tutto in legno di tek di U-Bein, per una piacevole passeggiata al tramonto (da non perdere!). Mingun, un’altra storica città con i resti della più imponente pagoda rimasta incompiuta e rovinata da un terremoto che ne incrinò fortemente il massiccio basamento; per le guide è “il più grande mucchio di mattoni del mondo”. 

Lago Inle è uno spettacolare bacino d’acqua animato da barche mai ferme, giardini galleggianti, villaggi autentici, canali come viali, palafitte come case; è il mondo acquatico degli Intha che hanno eletto a dimora uno dei bacini più limpidi e generosi del Paese; un luogo dove una giornata di navigazione regala incontri ravvicinati con gli usi e costumi di una etnia che sembra uscita da una fiaba.

Il viaggio si conclude alla surreale Golden Rock; un masso scintillante sulla cima del monte Kyaikhtiyo, in equilibrio sul bordo di un dirupo; la leggenda narra di un eremita che chiese al Buddha alcuni capelli e di poter custodire la sacra reliquia in cima a un masso che assomigliava alla testa dell’eremita. I birmani credono che il potere dei capelli, nascosti nella base del piccolo stupa che sormonta il masso, impedisce al masso di precipitare dal bordo della roccia stessa.