MYANMAR: I Tesori del Myanmar – 10 giorni

Benvenuti in Myanmar, il paese più mistico ed autentico d’Oriente. Hanno detto che visitare la “Birmania” è come fare un viaggio con la macchina del tempo in un magico medioevo asiatico, dalle atmosfere dorate.  Vasta quasi come due volte e mezzo l’Italia, il Myanmar regala le nevi dell’Himalaya e le scogliere coralline dell’arcipelago Mergui; si allunga per duemila km. da nord  sud e per mille da est a ovest. Ha grandi fiumi navigabili che formano valli fertilissime, vasti altipiani e catene montuose coperte di foreste popolate da una fauna esuberante. Ha un patrimonio storico e artistico eccezionale; migliaia di templi più che millenari, resti degli antichi imperi del Pyu, dei Mon, dei Birmani.

Un viaggio che vi porterà a conoscere luoghi, come le rovine della grande città di Bagan o la scintillante Swedagon Pagoda a Yangoon che possiedono più magia di qualsiasi altro luogo al mondo.

Yangoon.  E’ una città tra le più belle di tutto l’oriente asiatico; stupa scintillanti spuntano tra le cime degli alberi, palazzi coloniali caratterizzano l’architettura della città, anche se tanti sono destinati ad essere abbattuti e sostituiti da più moderne architetture; la tranquilla capitale del secolo passato dovrà accompagnarsi ai tempi odierni, da quando i nuovi generali hanno deciso di trasformarla in una città più moderna.  La grande Pagoda d’Oro è il centro spirituale, il simbolo e il luogo d’incontro della gente di Yangoon. Architetture suggestive e luminosità rendono irresistibile questo luogo, consacrato alla venerazione del Buddha. Bagan. Al tramonto, salite sulla terrazza di una pagoda, ad esempio sulla Shwesandaw, dagli scalini ripidi, e avrete una visione dalla quale non vi distacchereste mai; le ombre proiettate dalle guglie delle pagode si allungano sui campi che prendono tonalità scure, mentre i carri agricoli li attraversano sollevando grandi nuvole di polvere dorata. I mattoni dei templi  si colorano di arancione; le guglie lanciano lampi d’oro; il sole rosso tramonta dietro le montagne nere all’orizzonte; un gioco di colori suggestivo. Poco distante da Bagan, il Monte Popa, formazione geologica e considerato l’Olimpo dei 37 spiriti principali, i nat, gli spiriti venerati ai quali il popolo birmano continua a credere e che convivono con il buddismo.   Irrawaddy, un fiume maestoso; nelle sue acque si è specchiata la storia dei birmani. Lungo le sue sponde si allineano le capitali storiche dei antichi regni: Ava, Amarapura, Sagaing, Mingun, tornate ad essere villaggi agricoli circondati da risaie proprio come dovevano essere prima che il regnante di turno trasferisse qui i centri del potere laico e religioso. Mandalay è l’unica antica capitale diventata una città. I sui dintorni ci sono molte cose assolutamente da non perdere; ricordiamo U’Bein’s Bridge, un lungo ponte di legno tèk attraversa le acque poco profonde di un lago; Bagaya Kyaung, uno dei monasteri di legno più grandi e attivi di tutto il Myanmar.   

Lago Inle. E’ una vera meraviglia, una perla nell’altopiano degli Shan; è un concentrato di attrazioni naturalistiche e paesaggistiche: le barche dei pescatori, i tetti aguzzi dei monasteri su palafitte, le isole galleggianti coltivate.