MESSICO-GUATEMALA : Archeologia e città coloniali – 11 giorni – partenze garantite –

Un anello di duemila chilometri nel cuore del Centroamerica tra città sepolte dalla foresta, meraviglie archeologiche e naturali. La “Ruta Maya” si sviluppa nella regione dei Maya che occupa tutta la penisola dello Yucatan, allargandosi a sud verso il Messico, le alte terre del Guatemala e l’Honduras; segue i contorni di una barriera corallina, la più ricca dell’emisfero occidentale; penetra nelle foreste pluviali più intatte della fascia tropicale americana; circoscrive migliaia di rovine archeologiche, in gran parte ancora da scoprire, eredità della cultura più progredita e civile dell’America precolombiana.  Il cuore della regione resta la foresta del Peten; qui nel primo millennio dell’era cristiana, nel cuore apparentemente selvaggio e inospitale della foresta del Peten, fiorisce la grande civiltà classica maya, che ruota intorno ai grandi centri cerimoniali di Tikal, Copan, Uxmal e Palenque. E qui nel Peten si nasconde il più affascinante centro dell’età classica: Tikal.  Basti pensare che nel periodo del suo massimo splendore, intorno all’ VIII sec. d.C., Tikal era una città di sessantamila abitanti e ne sono testimonianza eloquente i monumentali templi a piramide; tremila catalogati, 200 stele e i numerosi altari. Su tutti i templi e al di sopra degli alberi della foresta svetta il Tempio del Grande Giaguaro.

Le zone più interessanti dellaRuta Maya restano quelle all’interno del triangolo classico con i vertici Palenque, Tikal, Copan.  Il Palazzo Reale di Palenque, il complesso archeologico di Chichen Itza, le piramidi di Tikal, sono le attrazioni più note; ma decine di altri siti (Uxmal, Tulum, Yaxchilan, Caracol, Calakmul) ripagano con maggiori emozioni.

Ma non solo archeologia. La natura si manifesta con la barriera corallina, a est della penisola dello Yucatan, la più lunga dell’emisfero nord; l’importante è che il turismo non rovini il paesaggio, evitare altri effetti “Cancun”,  la località costiera ormai deturpata da migliaia di alberghi. Tanto, se non tutto, in questa area compresa fra lo Yucatan e il Guatemala, ricorda una civiltà di grande cultura testimonianze della civiltà maya: foreste impenetrabili che nascondono preziosi e intatti monumenti molto ben conservati, imponenti rovine testimonianze di un’arte espressiva  e raffinata.

La popolazione, specialmente nei villaggi sperduti del Guatemala, vive ancora come centinaia di anni fa. I Maya sono stati gli unici tra le grandi civiltà precolombiane ad aver lasciato discendenti diretti. Le feste popolari degli indios sono una commistione delle tradizioni precolombiane e del cattolicesimo introdotto dagli spagnoli; un tripudio di colori, profondo fervore religioso, un grande e spontaneo revival di quella cultura, orgogliosa delle proprie antichissime radici storiche; una occasione per le comunità di preservare le tradizioni sociali e religiose dei maya

In appena due settimane, il viaggiatore si avvicina, ammira, contempla tutte le attrattive che offre il mondo Maya: centri archeologici millenari, molteplici ecosistemi, culture indigene ancora ben presenti sul territorio, città coloniali squisitamente ben conservate, spiagge caraibiche